Fonte: " polisblog.it "
Le polemiche che circondano il Festival di Sanremo hanno spesso qualcosa di incredibile e surreale, specialmente quando a mettersi in mezzo è la politica. Finora era stato Berlusconi a fare da mattatore, prima invocando lo spostamento del Festival, poi dicendo di voler andare all'Ariston, e infine annunciando querela contro Giancarlo Magalli che aveva fatto una battuta sulla contestazione verso Crozza. Adesso ci si mettono i Comunisti Italiani, che si presentano alle elezioni sotto le insegne di Rivoluzione Civile alleati di Antonio Ingroia e approfittano della vetrina sanremese per ottenere un po' di visibilità e smentire che immaginava questo Sanremo troppo "di sinistra". Maurizio Musolino, coordinatore del Dipartimento Esteri del partito di Oliviero Diliberto, ha attaccato il festival di Sanremo di quest'anno con la seguente motivazione: ci sono troppi israeliani sul palco. Ancora una volta il carrozzone del Festival di Sanremo diventa vetrina privilegiata per Israele. Ieri sera infatti Fabio Fazio ha pensato bene di far fare alla modella israeliana Bar Rafaeli il contro altare alla simpatica e brava Littizzetto. L [...] Negli occhi e nella mente dei dieci milioni di italiani che seguiranno il Festival resterà così l'idea di Israele come stato 'normale'. L'occupazione delle terre palestinesi e arabe, le politiche razziali contro i cittadini israeliani non ebrei, l'apartheid verso i palestinesi, il muro divisorio ripetutamente condannato dall'Alta corte dell'Aja, le decine di risoluzioni delle Nazioni Unite disattese, le angherie quotidiane su donne, bambini e uomini palestinesi, le migliaia di prigionieri politici, scivolano così via come acqua. Verrebbe proprio voglia di invocare una par condicio anche su questi temi Sanremo 2013, Bar Refaeli bellissima all Ariston Musolino si riferisce in particolare alla modella israeliana Bar Refaeli, ospite nella seconda serata del Festival, e del suo connazionale Asaf Avidan, cantante a cui la platea dell'Ariston ha anche chiesto un bis. Ma anche l'annunciata presenza del direttore d'orchestra Daniel Barenboim, che doveva essere ospite ieri sera e ha dato forfait. Una par condicio sulla nazionalità degli ospiti è un'idea quantomeno bislacca, così come il resto delle affermazioni di Musolino, che si arrampica sugli specchi per criticare la presenza della Refaeli, che in patria è stata criticata per un tweet pacifista in cui si proclamava equidistante tra Israele e Palestina. Nella nota diramata sul sito ufficiale dei Comunisti italiani si spiega: La splendida Bar non è certo una ultrà pro Israele, aveva fatto discutere un suo twitter non sufficientemente schierato con l'attacco Gaza dei mesi scorsi e prima ancora delle sue dichiarazioni sull'Idf (esercito di Israele), quindi una presenza che serve ad avvalorare una presunta pluralità e l'idea di un Paese democratico dove tutto e tutti sono ammessi. Ma non paghi di ciò a metà serata sale sul palco dell'Ariston Asaf Avidal, cantante sempre israeliano, figlio di diplomatici, questa volta più in linea con il sentire di gran parte dei suoi concittadini. Quindi, secondo questa teoria, rientrerebbe nel disegno anche la presenza annunciata di Barenboim, che era andato a suonare nella striscia di Gaza violando l'embargo israeliano. Una dichiarazione, quella dei Comunisti italiani, che non poteva che essere accompagnata dall'accusa di antisemitismo, lanciata da Marco Ventura dalle pagine di Panorama.
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