Fonte: " 19luglio1992.com "
di Pippo Giordano - 7 marzo 2013 E' vero sono un "orso", nel senso che essendo in controtendenza non faccio mai auguri, né per compleanni né per anniversari o ricorrenze e quindi nemmeno per la festa della donna, così come per la giornata senza fumo, la festa del papà, San Valentino etc. etc. Non c'è un motivo specifico, sono fatto così! Tuttavia è mia intenzione dire che sono più che convinto che la ricorrenza dell'otto marzo abbia perso quel significato originario di lotta ed affermazione della donna. La celebrazione somiglia sempre più al mero commercio associato al consumismo e al liberismo globale. Giocoforza, ritengo che abbia perso quel nobile ideale iniziato nei primi anni del secolo scorso e che, dopo varie vicissitudini, approdò a Londra con l'approvazione di "Una Carta della donna". Oggigiorno appare evidente che la sopraffazione dei diritti negati a milioni di donne, con l'indifferenza del cosiddetto mondo industrializzato, sia tuttora l'arma vincente del becero maschilismo. E purtroppo registro, col roboante silenzio di donne emancipate, una sorta di supina accettazione della sopraffazione della donna. La ricorrenza, nella sua genesi, era manifestata in diversi giorni dell'anno, sino a quando l'ONU non intervenne, approvando universalmente, come data, l'8 marzo. In Italia, il primo 8 marzo, fu celebrato nel 1946 e nell'occasione la mimosa divenne l'icona della ricorrenza, grazie all'idea di Rita Montagnana e Teresa Mattei, esponenti e parlamentari del Partito Comunista Italiano. Poi, agli inizi degli anni 70, nacque quel meraviglioso movimento chiamato "femminismo" che reclamava con forza la libertà della donna....
di Pippo Giordano - 7 marzo 2013 E' vero sono un "orso", nel senso che essendo in controtendenza non faccio mai auguri, né per compleanni né per anniversari o ricorrenze e quindi nemmeno per la festa della donna, così come per la giornata senza fumo, la festa del papà, San Valentino etc. etc. Non c'è un motivo specifico, sono fatto così! Tuttavia è mia intenzione dire che sono più che convinto che la ricorrenza dell'otto marzo abbia perso quel significato originario di lotta ed affermazione della donna. La celebrazione somiglia sempre più al mero commercio associato al consumismo e al liberismo globale. Giocoforza, ritengo che abbia perso quel nobile ideale iniziato nei primi anni del secolo scorso e che, dopo varie vicissitudini, approdò a Londra con l'approvazione di "Una Carta della donna". Oggigiorno appare evidente che la sopraffazione dei diritti negati a milioni di donne, con l'indifferenza del cosiddetto mondo industrializzato, sia tuttora l'arma vincente del becero maschilismo. E purtroppo registro, col roboante silenzio di donne emancipate, una sorta di supina accettazione della sopraffazione della donna. La ricorrenza, nella sua genesi, era manifestata in diversi giorni dell'anno, sino a quando l'ONU non intervenne, approvando universalmente, come data, l'8 marzo. In Italia, il primo 8 marzo, fu celebrato nel 1946 e nell'occasione la mimosa divenne l'icona della ricorrenza, grazie all'idea di Rita Montagnana e Teresa Mattei, esponenti e parlamentari del Partito Comunista Italiano. Poi, agli inizi degli anni 70, nacque quel meraviglioso movimento chiamato "femminismo" che reclamava con forza la libertà della donna....
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