Fonte: " wittgenstein.it "
Cosa sta pensando Bersani. Sta pensando che lui, il primo a dover fare un passo in un campo minato, parte svantaggiatissimo. Perché qualche mina salterà e si andrà a votare presto, con tutta probabilità. E i suoi avversari hanno già armi da campagna elettorale per fargli pesare il fallimento, mentre lui no: il M5S potrà accusarlo di aver voluto fare inciuci e potrà difendersi con l’alibi di essere una forza sovversiva e non di governo, e spacciare il proprio rifiuto dell’alleanza come un gesto eroico e nobile; il PdL potrà accusarlo di non avere voluto il suo appoggio generosamente offerto. Lui, Bersani, non potrà far pesare niente. Quindi ha bisogno di qualcosa da far pesare. Deve insomma ripetere l’operazione Grasso — vincere o perdere imbarazzando gli altri — ma qui è più difficile: Grasso lo si portava a casa una volta per tutte, come è successo. Sul governo non basta che il gioco riesca una volta: deve avere la fiducia ogni giorno. È abbastanza impensabile che ci riesca. Quindi bisogna investire molto sull’ipotesi due, perdere imbarazzando gli altri e facendo pesare loro il fallimento nella successiva campagna elettorale, poter dire “io ho fatto tutto quello che potevo”. In quest’ottica, Bersani sta pensando di presentare agli italiani, e al M5S, la versione PD di un governo grillino: fatto di persone di cui siano esibite 1. la competenza, 2. l’estraneità alla politica professionale, 3. la disponibilità all’impegno civile. La differenza è che per fare questo il M5S non aveva nessun nome forte, ma “persone normali”, con i loro limiti. Il PD ha dei “supergrillini”, che sono i nomi che girano in queste ore: hanno in più grandi popolarità e in meno il tratto da “gente comune”. Anche se io sconsiglierei a molti di loro di imbarcarsi in questa manovra, che riesca o no. Se il M5S li boccia una compagine del genere il PD potrà dire ai suoi elettori rimasti e a quelli dispersi che il M5S ha bocciato un governo mai visto prima, di cambiamento, e che avrebbe fatto ministri persone stimate da quegli elettori. Oppure, se questi pensieri arrivano ad allignare anche nelle teste dei parlamentari più di sinistra del M5S, Bersani potrebbe persino costruire una maggioranza che gli dia la fiducia: ma mi pare difficile, e poi? Comunque questo forse pensa Bersani. Io continuo a pensare che stiamo perdendo tempo e facendo tattica, e che è meglio fissare subito la data di nuove elezioni tra autunno e inverno prossimo, e ricostruire l’unica toppa per una situazione come questa: un governo Monti senza Monti (che è ora diventato impresentabile, tecnicamente) che fissi di cambiare la legge elettorale e le altre cose di routine che un governo dimissionario non potrebbe fare. Altre cose: Un pensiero per Bersani (e per tutti noi) Particelle sociali Ostaggi del capo Mi è semblato di avel visto un gatto Lontani La prossima del M5S ...
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