Fonte: " lindipendenza.com "
di GIANMARCO LUCCHI Roberto Maroni rimarra' segretario federale della Lega Nord fino alla scadenza del suo mandato di tre anni, nell'estate del 2015. Come annunciato in campagna elettorale, il governatore lombardo neo eletto, nel pomeriggio, ha rimesso il mandato di capo del partito al consiglio federale, nella prima riunione dopo il voto. E il massimo organo esecutivo del movimento ha respinto le sue dimissioni all'unanimita' (unico voto contrario quello dello stesso Maroni). La decisione e' stata presa "considerato il momento di incertezza politica nazionale, la necessita' di assicurare stabilita' e unita' al movimento e l'obiettivo di dare rapida attuazione al progetto della macroregione del Nord", spiega una nota diffusa al termine della riunione durata circa due ore e mezza. Nella nota si precisa che al federale era presente anche Umberto Bossi. Il senatur, che nei giorni scorsi avrebbe espresso forti critiche alla 'gestione Maroni' arrivando a chiedere direttamente un passo indietro all'amico Bobo ('Senno' me ne vado io dalla Lega', avrebbe minacciato), non avrebbe partecipato alla votazione, secondo quanto si e' appreso in serata. Intervenendo in consiglio, Bossi avrebbe chiesto il congresso per l'elezione di un nuovo segretario, ma la sua richiesta sarebbe rimasta inascoltata. Durante la campagna elettorale, Maroni aveva anticipato in un'intervista concessa propria a L'Indipendenza, che si sarebbe dimesso, sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta. Il principio, cui s'ispira, aveva detto, e' 'un culo, una sedia': mantenere un unico incarico per concentrarsi su una cosa sola. "Mi occupo di Lombardia", avrebbe detto ai suoi il governatore neo eletto per spiegare il senso delle sue dimissioni da segretario, durante la riunione pomeridiana. Dopo il voto unanime del consiglio, il leader del Carroccio ha pero' acconsentito a rimanere al vertice del partito. "Resto per l'unita' del movimento", avrebbe detto, richiamando i suoi a evitare "turbolenze" e polemiche interne, perche' "i panni sporchi si lavano in famiglia". Nel corso del summit non si sarebbe affrontato il tema spinoso del Veneto, con le due 'anime', il governatore Luca Zaia e il segretario della Liga Flavio Tosi (presenti entrambi) sempre piu' divise dopo il deludente risultato elettorale alle politiche. Approvata la costituzione di un "comitato strategico per l'attuazione della macroregione" (ne faranno parte i tre governatori Maroni, Zaia e Roberto Cota e sara' allargato ai capigruppi dei Consigli regionali, di Camera, Senato ed Europarlamento). Confermato il raduno di Pontida, il 7 aprile. Mentre si e' accennata all'ipotesi di un anticipo del congresso federale all'anno prossimo, ma la proposta e' stata per ora bocciata dal consiglio....
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